Mentre si mantiene alta l’attenzione sui passi che restano da compiere per l’approvazione del Piano nazionale per l’economia sociale e dei provvedimenti attuativi, per la cooperazione si prefigurano nuovi e più favorevoli scenari di sviluppo rispetto agli ultimi decenni.
E’ proprio a questi che il Consiglio di presidenza di Confcooperative Terre d’Emilia ha dedicato una intensa giornata di approfondimento, i cui esiti saranno tradotti in linee strategiche e progetti che saranno al centro degli incontri già previsti il 26 marzo e il 23 aprile, nel pieno della stagione assembleare nazionale ( e territoriale) delle Federazioni che si protrarrà fino all’inizio dell’estate.
I lavori dei giorni scorsi, intanto, hanno consentito un esame di dettaglio delle opportunità e delle piste di lavoro che si aprono con il Piano nazionale e delle valenze che assume per una cooperazione che, all’interno dei tanti attori che concorrono all’economia sociale, rappresenta l’85% degli occupati.
Tra gli aspetti più importanti – presentati dall’avvocato Tonj Della Vecchia, dell’ufficio legislativo e legale di Confcooperative nazionale – spicca, decisamente, il netto cambio di clima attorno alla cooperazione, cui è riconosciuto un ruolo centrale all’interno dell’economia sociale e, soprattutto, esteso a tutti i settori in cui le cooperative operano.
Un’economia cooperativa, dunque, che è tutta riconosciuta come economia sociale, riprendendo, in tal senso, il dettato costituzionale che ne puntualizza proprio questa funzione.
Fondamentale, in questo senso, l’affermazione che riconosce sia il valore mutualistico che l’interesse collettivo che nasce dal lavoro delle imprese cooperative, aprendo così nuovi spazi e opportunità.
Ne discendono, evidentemente, anche tutte le scelte attese in materia risorse, fiscalità e lavoro, che andranno a tradurre il Piano per l’economia sociale con appositi provvedimenti.
Un bel cambio di scenario, dunque, per una cooperazione costretta, per vent’anni, a “giocare in difesa”.
Vent’anni passati ad affermare valori, prassi, visioni impregnate e ispirate da interessi comunitari che si sono scontrate con norme e pregiudizi che ne hanno eroso le peculiarità, esponendola, tra l’altro, a tutti i rischi e ai danni generati da false cooperative portatrici di contratti di lavoro incostituzionali e al disconoscimento, in larga parte, del ruolo del socio-lavoratore.
Il lavoro del Consiglio di Presidenza e del Consiglio generale di Confcooperative Terre d’Emilia proseguirà, come si è detto, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, anche alla luce degli apporti che verranno dalla stagione congressuale che, attraverso le Federazioni, chiama in causa tutte le cooperative aderenti.