Un milione di italiani in carico ai servizi per la salute mentale, con un trend in costante salita che segnala una pressione crescente sui servizi e un bisogno di supporto psicologico sempre più diffuso nel Paese (dati Società italiana di psichiatria).
È partendo da questa fotografia che Modena e provincia stanno accogliendo, con iniziative dal 24 al 30 ottobre, la sedicesima edizione di Màt - Settimana della salute mentale.
Cuore e parola chiave di questa edizione è "Connessioni", termine di uso quotidiano ma dai significati divergenti e ambivalenti rispetto al passato, come spiega Donatella Marrama, direttrice del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Ausl di Modena:
«La nostra vita è, da sempre, fatta di connessioni. Nasciamo e cresciamo attraverso le relazioni con gli altri, costruiamo attraverso i legami una parte della nostra identità, cerchiamo nell'altro un riconoscimento e sicurezza. Le connessioni rappresentano anche il fondamento del nostro modo di curare: mettono in relazione professionisti, persone, famiglie e fanno dialogare competenze diverse, servizi, istituzioni e comunità.
In un tempo nel quale possiamo essere permanentemente collegati e, nello stesso tempo, profondamente soli, abbiamo bisogno non tanto di moltiplicare le connessioni, quanto di prenderci cura della loro qualità. Di costruire legami che non ci chiudano, ma ci aprano agli altri; che sappiano trasformare la vulnerabilità da esperienza individuale da nascondere in qualcosa che una comunità sia capace di riconoscere e accogliere».
Màt è un progetto dell'Ausl di Modena con l'organizzazione di Arci Modena e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, Comune di Modena, Unimore.
La manifestazione è realizzata grazie al sostegno di Fondazione di Modena, Bper Banca, centri di salute mentale dei Comuni della provincia di Modena, associazioni di volontariato e promozione sociale, famigliari degli utenti.
Al programma di Màt – Settimana della salute mentale - collaborano anche cinque cooperative sociali aderenti a Confcooperative Terre d’Emilia.
A cura del Gruppo Ceis, il 25 ottobre apre “Esercizi di apparizione”, una mostra che coinvolge gli ospiti della comunità psichiatrica La Barca. Attraverso selfie allo specchio e racconti audio associati, ogni ospite condivide riflessioni sul proprio volto come luogo di memoria, emozioni, trasformazioni e identità. Le storie permettono un incontro diretto con esperienze personali spesso invisibili. Il progetto intreccia fotografia, narrazione autobiografica e installazione sonora, offrendo uno spazio di auto-rappresentazione e ascolto, promuovendo empatia, inclusione e una riflessione sul modo in cui guardiamo noi stessi e gli altri. La mostra sarà visitabile durante tutta la settimana di Màt dalle 16:30 alle 18 nel teatro Drama (viale Buon Pastore 57, a Modena).
Il 26 ottobre s’inaugura “I mosaici della psiche”, mostra pittorica dell’artista Luca Pascucci, educatore del laboratorio di inserimento lavorativo di Coopattiva di Modena. “I mosaici della psiche” sono recuperati dal gesto manuale, capace di riesumare la nostra attitudine all’analisi interiore e rendere visibili i traguardi del nostro percorso individuale. Dalla materia affiorano forma e anima come una sorta di geologia arcana. La mostra sarà aperta dal 27 al 30 ottobre (ore 9-12 e 14-17) in via dei Tornitori 56 a Modena.
Sempre il 26 ottobre al Nuovo Cinema Teatro Italia di Soliera va in scena alle 20:30 lo spettacolo teatrale “Fuori posto. Storie di imperfezioni e bellezza”, a cura di Gruppo Ceis (struttura semi-residenziale Gen Z) e Fondazione Campori. Lo spettacolo racconta un mondo popolato da personaggi fuori dagli schemi, ciascuno con le proprie stranezze, fragilità e imperfezioni. In un tempo che spinge verso l’omologazione e la ricerca della perfezione, i protagonisti scoprono che proprio ciò che li rende diversi è anche ciò che permette loro di incontrarsi, riconoscersi e creare legami autentici.
Il 27 ottobre la cooperativa sociale Giovani Ambiente Lavoro organizza una giornata nella Fattoria Centofiori (Marzaglia di Modena) da trascorrere tra laboratori, eventi, mostre e tanto altro a cura degli utenti e operatori dei laboratori socio-occupazionali. Questo il programma della giornata: ore 9-12 e 14.30-16.30 apertura del punto vendita con le verdure dell’orto sociale e i trasformati della Fattoria; ore 9.30-11.30 laboratorio di trasformazione delle erbe aromatiche (max 15 partecipanti, su prenotazione); ore 12 inaugurazione della mostra fotografica “Coltivare legami” a cura degli utenti dei laboratori socio-occupazionali, con la partecipazione della fotografa Annalisa Vandelli; ore 12.45 pranzo a buffet (per max 30 persone, su prenotazione); ore 14.30-16 laboratorio di cura condivisa dell’orto e del pollaio (max 15 partecipanti, su prenotazione, abbigliamento idoneo necessario). Le richieste di prenotazione per i laboratori e il pranzo devono essere inviate alla mail sociale@fattoriacentofiori.it o via whatsapp al numero 347 6377764.
Il 28 ottobre (ore 18:30-20) allo Spazio Nuovo di Modena (via IV Novembre 10/B) si terranno due laboratori/workshops a cura di Caleidos su come tutelare la salute mentale in un’epoca di frammentazione e diffidenza verso l’altro attraverso la parola e l’ascolto. Nel laboratorio la “Biblioteca Vivente” si parla delle persone che diventano “libri” da ascoltare in piccoli dialoghi empatici per abbattere lo stigma di ogni sradicamento (geografico, sociale o interiore). Il laboratorio “Tandem Linguistico” è uno spazio ludico per connettere culture, lingue e modi di dire differenti.
Sempre il 28 ottobre (ore 20:45) al cinema Corso di Finale Emilia è in programma il seminario “Generazioni disconnesse e adulti scollegati: cercasi campo familiare”, a cura della cooperativa sociale perCorsi. Viviamo in un’epoca di iperconnessione digitale che, paradossalmente, amplifica le distanze emotive dentro casa. Se i nativi digitali sono immersi in una realtà virtuale complessa per gli adulti, i genitori stessi si scoprono spesso “scollegati” e assorbiti dagli schermi o disorientati dai nuovi codici dei figli. Il rischio è smarrire il “campo familiare”, inteso come spazio di ascolto e sintonizzazione emotiva. Senza demonizzare la tecnologia si esploreranno le geometrie relazionali della famiglia contemporanea e l’impatto dei media digitali sui legami affettivi. L’obiettivo è trasformare la casa da un insieme di solitudini connesse a un autentico laboratorio di calore umano e relazioni reali.
Il 29 ottobre alle 19:30 il Gruppo Ceis organizza una cena sociale preparata dagli ospiti e operatori della comunità psichiatrica La Barca. L’obiettivo è coinvolgere ospiti, familiari e amici in una serata di condivisione, gustando gnocco e tigelle e trascorrendo del tempo insieme, favorendo nuove connessioni.
Sempre il 29 ottobre al teatro comunale Arcadia di Ravarino (ore 20:30) Ceis Arte propone “Controvento – In cammino verso casa”. A cura della comunità terapeutica Casa San Matteo e ispirato all’Odissea, questo spettacolo attraversa il tema del viaggio come esperienza di smarrimento, ricerca e ritorno. Come Ulisse, i protagonisti si confrontano con ostacoli, tentazioni e approdi inattesi, in un percorso che conduce verso una casa che non è soltanto un luogo, ma uno spazio interiore da ritrovare. Tra fragilità e desiderio di rinascita, il cammino si costruisce attraverso incontri, legami e riconoscimenti reciproci, tracciando la possibilità di un ritorno a sé e agli altri.
Gli appuntamenti, aggiornamenti dettagliati e le modalità di partecipazione agli incontri - molti dei quali trasmessi anche in diretta streaming per allargare la partecipazione oltre i confini provinciali - sono consultabili sul sito internet ufficiale www.matmodena.it.