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L’ASSESSORE REGIONALE MAMMI IN VISITA ALLA COOPERATIVA CESAC

Caro energia e concorrenza internazionale: le ricadute sul territorio.

martedì 7 aprile 2026

Si è svolta stamattina la visita dell’Assessore all’Agricoltura di Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, insieme a numerosi Sindaci del Nuovo Circondario Imolese presso la cooperativa agricola Cesac S.C.A., realtà di riferimento per il territorio circondariale e per l’intera filiera agroalimentare regionale. Tra i sindaci del territorio Francesca Marchetti (Castel San Pietro Terme), Claudio Franceschi (Castel Guelfo), Matteo Montanari (Medicina).

 

Al centro dell’incontro, il confronto con il mondo produttivo su alcune delle principali criticità del comparto: il caro energia, le tensioni internazionali e la crescente competizione globale, con un richiamo forte alla necessità di garantire condizioni di concorrenza leale per le imprese agricole italiane ed europee.

Il presidente di Cesac, Michele Filippini, ha evidenziato come l’aumento dei costi energetici stia già incidendo in modo significativo: “Cesac fattura circa 44-45 milioni di euro e sostiene costi energetici per oltre 800mila euro all’anno. Il rincaro dell’energia rappresenta un fattore critico per tutta la filiera”.

Per rispondere a questa sfida, la cooperativa ha avviato un importante investimento da circa 1,6 milioni di euro in un impianto fotovoltaico, con l’obiettivo di coprire circa il 57% del fabbisogno energetico dei cicli produttivi. Un intervento strategico che consente di ridurre la dipendenza dalla rete, contenere i costi e generare un impatto positivo anche dal punto di vista ambientale, con una significativa riduzione delle emissioni di CO₂. L’obiettivo dell’autonomia energetica si configura così come una leva competitiva fondamentale in una fase storica segnata da forte instabilità dei mercati.

Cesac, cooperativa strutturata con 8 stabilimenti distribuiti tra le province di Bologna, Ravenna e Ferrara, è specializzata nella lavorazione e commercializzazione di cereali (grano tenero e duro, mais, orzo). “Il modello cooperativo – ha sottolineato Filippini, che è anche Presidente di B.More e componente del Consiglio di Presidenza di Confcooperative Terre d’Emilia– punta a trasferire il valore ai soci agricoltori, garantendo una remunerazione il più possibile equa”. I ricavi della vendita dei cereali vengono infatti redistribuiti direttamente ai soci, mentre la cooperativa genera sostenibilità economica attraverso i servizi offerti (stoccaggio, assistenza tecnica, mezzi produttivi). “L’obiettivo resta quello di assicurare una giusta remunerazione ai nostri agricoltori, ma oggi il contesto è estremamente difficile: i prezzi sono sempre più determinati dai mercati internazionali, non sempre su un piano di concorrenza leale, e i costi di produzione sono elevati”. Come reagire? L’innovazione è lo strumento e non a caso, nel corso della visita sono stati presentati importanti investimenti in innovazione, sostenuti da risorse regionali ed europee. In particolare:

  • un progetto da 775 mila euro finalizzato al miglioramento dei cicli produttivi e all’apertura verso nuovi mercati internazionali, attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate e sistemi di monitoraggio lungo tutta la filiera;
  • un progetto da 400 mila euro, sviluppato in collaborazione con Enea per la produzione di insetti destinati all’alimentazione animale (feed e pet food), con l’obiettivo di creare nuove filiere proteiche più sostenibili, meno impattanti e competitivamente più efficienti.

 

A questi si affiancano ulteriori investimenti in corso legati al PNRR, tra cui l’acquisizione e l’ammodernamento di nuovi stabilimenti e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per una gestione sempre più efficiente e sostenibile dei processi produttivi.

Sul tema della competizione internazionale si è concentrato il presidente: “è fondamentale garantire condizioni eque – ha ribadito – perché oggi i nostri produttori si trovano a competere con prodotti provenienti da Paesi dove vigono regole diverse, sia sul piano ambientale sia su quello sanitario. Senza reciprocità, il rischio è quello di penalizzare le nostre filiere di qualità”.

L’Assessore Alessio Mammi ha condiviso le preoccupazioni del settore, sottolineando il ruolo delle istituzioni: “È molto importante valorizzare il dialogo tra istituzioni e imprese. Siamo dentro una fase storica estremamente complessa: tra cambiamenti climatici, aumento dei costi energetici e dinamiche internazionali, oggi tutte le produzioni sono sotto pressione. Per questo dobbiamo difendere la capacità produttiva, sostenere l’aggregazione dell’offerta che la cooperazione fa e rafforzare gli accordi di filiera, strumenti fondamentali per dare stabilità ai prezzi e tutelare i produttori”.

 

La visita si è conclusa con l’impegno condiviso a proseguire il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo, nella consapevolezza che solo attraverso politiche coordinate e investimenti mirati sarà possibile garantire un futuro sostenibile e competitivo all’agricoltura del territorio.

 

In foto, al centro il presidente di Cesac, Michele Filippini, con l’assessore Alessio Mammi, i sindaci Marchetti, Franceschi e Montanari, insieme a rappresentanti della cooperazione e del mondo agricolo locale.

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