Sconcerto delle centrali cooperative modenesi per il comportamento dei sindacati nella trattativa sull’indennità chilometrica riconosciuta ai lavoratori delle cooperative sociali che usano la propria auto per svolgere i servizi.
«I sindacati non riferiscono correttamente contenuti e modalità del confronto, rischiando così di veicolare un messaggio fuorviante», dicono Confcooperative Terre d’Emilia e Legacoop Estense ripercorrendo i fatti.
Il 6 maggio scorso si è tenuto l’incontro centrali coop-sindacati per il rinnovo del contratto integrativo provinciale delle cooperative sociali. Al centro del confronto, tra gli altri punti, la disciplina del rimborso chilometrico per l’uso del mezzo proprio per motivi di servizio. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto l’aumento dell’indennità attualmente prevista per far fronte alla crisi energetica, che ha causato il rincaro del costo dei carburanti e spese di gestione del veicolo.
A fronte di una richiesta sindacale di 0,45 euro/km per cinque mesi, Confcooperative e Legacoop, dopo una consultazione con le proprie associate e tenuto conto dell’attuale aumento del prezzo del carburante, hanno formulato una controproposta di 0,42 euro/km.
Nonostante la cifra offerta dalle centrali sia superiore a quella attualmente stabilita dall’integrativo provinciale, i sindacati hanno interrotto la trattativa e suggerito ai lavoratori di non usare la propria auto a scopo lavorativo. In questo modo hanno causato alcune problematiche organizzative poi strumentalizzate.
«Siamo sempre state e siamo tuttora disponibili a contrattare sui tavoli sindacali, al fine di riconoscere a lavoratori e lavoratrici condizioni migliorative – affermano Confcooperative Terre d’Emilia e Legacoop Estense - L’aumento dei costi a carico delle cooperative deve necessariamente tenere conto della sostenibilità economica che, a sua volta, dipende dal valore dei servizi riconosciuto dagli appalti. Aspetto su cui, già da anni, sollecitiamo l’attenzione sia dei sindacati che degli enti pubblici.
La cooperazione sociale continua a svolgere quotidianamente, con responsabilità e grazie alla competenza e professionalità di migliaia di persone altamente qualificate, servizi di valore che garantiscono la tenuta del welfare del nostro territorio, facendo fronte a progressivi aumenti di costi, senza che a questo corrisponda un’adeguata revisione delle tariffe riconosciute dai committenti.
Le cooperative sociali sono le prime a chiedere il riconoscimento del giusto valore per i servizi svolti. Vorremmo – concludono Confcooperative e Legacoop - che in questa battaglia il sindacato fosse dalla nostra parte».