Il "Corso di formazione per operatori impegnati sulla disabilità complessa in presenza di minorazione visiva" è organizzato dal Movimento Apostolico Ciechi ed è rivolto a professionisti sanitari, assistenti sociali, educatori, insegnanti e operatori che a vario titolo lavorano nel campo delle disabilità.
La durata complessiva del corso è di 40 ore di cui 34 in presenza e 6 on-line.
Sono previste inoltre 8 ore di approfondimento, a cui potranno accedere anche i partecipanti delle edizioni precedenti del corso, si segnala però che la partezipazione all'approfondimento è soggetta ad un apposita graduatoria.
Il corso, organizzato in collaborazione con la Fondazione Lega Del Filo d'Oro, il Centro Braille San Giacomo Soc. Coop. Sociale e CIOFS-FP Emilia-Romagna viene cofinanziato dall'Arcidiocesi di Bologna, dalla Fondazione CARISBO, dall'Istituto dei Ciechi F. Cavazza e da Casa Lavoro Donne Cieche.
Nella locandina allegata è presente la sintesi del programma completo delle lezioni in presenza che si terranno a Bologna presso le aule dell’Istituto dei Ciechi F. Cavazza (Via Castiglione 71) nei seguenti giorni ed orari: venerdì dalle 14:00 alle 19:00 e sabato dalle 9:00 alle 13:00.
Il corso persegue i seguenti obiettivi formativi:
• Acquisire conoscenze sulle caratteristiche e i bisogni delle persone con sordocecità e disabilità plurima psicosensoriale.
• Sviluppare competenze per il lavoro in équipe interdisciplinare e la progettazione educativa e riabilitativa integrata.
• Applicare tecniche educative e riabilitative mirate, con strumenti come schede delle preferenze e protocolli personalizzati.
• Approfondire le implicazioni di sordità, cecità e ipovisione nei processi di apprendimento, autonomia e comunicazione.
• Promuovere abilità cognitive, motorie, sociali e di Vita Indipendente attraverso interventi strutturati.
• Favorire l’inclusione scolastica mediante strategie efficaci e tecnologie assistive.
• Rafforzare la rete tra famiglia e servizi per una gestione condivisa del percorso educativo.
Il corso costola di formazione rivolto agli operatori è parte integrante del progetto "Autonomie Possili" del Movimento Apostolico Ciechi che si rilvolge direttamente alle famiglie dei ragazzi ciechi ed ipovedenti con associate gravi disabilità di tipo sensoriale, psichico o fisico e con la frequente compresenza di patologie che possono essere più menomanti della stessa cecità.
Negli ultimi decenni si è evidenziato che la componente di soggetti nati con sola disabilità visiva, totale o parziale, risulta essere in
progressiva minoranza rispetto ai soggetti nati con minorazione visiva con la compresenza di altre disabilità di tipo fisico, psichico o sensoriale. Le malattie rare colpiscono almeno 300 milioni di cittadini nel mondo, 30 milioni in Europa e oltre un milione in Italia, dimostrando di essere un fenomeno tutt’altro che raro.
Alcune malattie come le sindromi di Charge, Norrie, Usher e Goldenhar, insieme alla prenatalità, sono fra le principali cause di pluridisabilità e sordocecità e, nella maggior parte dei casi, hanno il loro esordio nella prima infanzia.
La carenza di cure risolutive, dovuta alla frequen tissima assenza di diagnosi precoci e certe, evidenzia la necessità di riuscire ad attivare specifici percorsi educativi-riabilitativi, che rappresentano le uniche terapie disponibili in grado di garantire il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile.
L’approvazione della legge n. 284 del 28 agosto 1997 avente per og getto “Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati” aveva suscitato grandi aspettative e speranze perché finalmente aveva posto le basi e dato sostanza alla realizzazione di iniziative per il recupero sociale dei ciechi pluriminorati nelle diverse realtà territoriali.
I dati che emergono dalla relazione presentata al Parlamento nel 2019 sull’attuazione della legge 284/97 però testimoniano che si continua ad evidenziare una distribuzione dei servizi di assistenza, riabilitazione e supporto all’integrazione ancora fortemente difformi e disomogenei per tipologia, qualità e distribuzione sul territorio nazionale.
Sono, in modo particolare, pochissimi i servizi per i ciechi con di sabilità gravissime.
Molto rimane a carico delle famiglie, che sono tuttora costrette a peregrinare sul territorio nazionale alla ricerca di strutture idonee.
Il Progetto "Autonomie Possibili" vuole promuovere una riflessione approfondita per capire quali forze poter mettere in campo per avviare iniziative idonee nella realtà bolognese ed emiliana.
Si tratta di una problematica sempre più pressante e che chiede risposte idonee e specializzate sia per le persone che sono affette da queste patologie sia per le loro famiglie che, purtroppo, non sempre trovano risposte adeguate alle loro necessità.