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AUTISMO, INTANDEM APRE UN CENTRO A MELZO

Inaugurato uno spazio per famiglie con bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico

lunedì 25 maggio 2026

Apre a Melzo (Milano) un centro per famiglie con bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Offre interventi basati su Aba (Applied Behavior Analysis, in italiano analisi applicata del comportamento), una metodologia riconosciuta a livello internazionale per l’efficacia nell’insegnamento di nuove abilità e promozione dell’autonomia.

 

L’iniziativa è della cooperativa sociale inTandem (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia), fondata a Modena undici anni fa e attiva in diverse città italiane con servizi domiciliari, centri specializzati e progetti educativi.

 

Il centro inTandem di Melzo si trova in via Fratelli Bandiera 1/3 e viene inaugurato lunedì 25 maggio al termine di un incontro pubblico sull’autismo in programma dalle 17 alle 19 nella sala Vallaperti di Palazzo Trivulzio. L’evento, patrocinato dal Comune di Melzo e realizzato con il sostegno di FondoSviluppo, è rivolto a famiglie, professionisti sanitari ed educativi, insegnanti e caregiver.

 

La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi.

 

«Portiamo anche in Lombardia un modello di lavoro che negli anni abbiamo costruito insieme a specialisti, famiglie e territori - dichiara Carlotta Casacci, consigliera e direttrice di inTandem - Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento e sostegno per le famiglie. Il centro di Melzo è un ambiente accogliente, multidisciplinare, pensato per accompagnare le famiglie nei percorsi educativi ed evolutivi quotidiani. Ogni nucleo familiare che si rivolge a noi trova un’équipe formata e un ascolto attento.

Il nostro impegno è contrastare l’isolamento che spesso accompagna l’autismo, costruendo relazioni, interventi concreti e prospettive di speranza».

 

La struttura di Melzo si ispira al modello inCentro, già attivo in altre sedi di inTandem.

A Modena e provincia, per esempio, sono una cinquantina i bambini di età compresa tra 3 e 8 anni seguiti da terapisti Aba, pedagogisti e psicologi che lavorano in sinergia per offrire un intervento personalizzato e integrato.

Nei mesi scorsi ha fatto scalpore la storia di un bambino di quattro anni che non parlava; l'unico modo in cui esprimeva le proprie necessità era indicare gli oggetti desiderati. Grazie alla lingua dei segni, dopo due anni il bambino è in grado di emettere semplici sillabe e pronunciare diverse parole bisillabiche, oltre al nome degli adulti di riferimento.

 

«Lavoriamo per creare un impatto reale e migliorare la qualità della vita di ogni bambino. Il nostro obiettivo - conclude Casacci – è aiutare le famiglie a promuovere l’autonomia dei figli con autismo trasferendo nel quotidiano gli apprendimenti costruiti insieme, nel gioco, a scuola e nella relazione».

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